Indietro

Internet Addiction Disorder (IAD) o anche detta dipendenza da internet, quella che colpisce un gran numero di giovani e adolescenti. Una generazione sempre connessa che non sa riconoscere i pericoli e i rischi della rete. Il 97% dei ragazzi, infatti, utilizza lo smartphone quotidianamente, percentuale che nella fascia d’età tra i 9 e i 10 anni è pari al 51% .

Internet Addiction Disorder (dipendenza da internet)

La dipendenza da internet corrisponde all’uso ossessivo della rete. Il termine fu coniato da Ivan Goldberg nel 1995 mentre successivamente Kimberly Young ha suddiviso la dipendenza online in 5 tipologie:

  1. Dipendenza cibersessuale: una dipendenza sessuale che spesso sfocia in forme pornografiche e nell’uso di chat-room per adulti.
  2. Dipendenza dalle relazioni virtuali: parliamo di veri e propri coinvolgimenti virtuali che portano ad un allontanamento o separazione dalla famiglia.
  3. Uso compulsivo di internet: dal gioco d’azzardo alle scommesse online allo shopping frenetico. Condotte che non sono più sotto controllo e che causano perdita di grandi quantità di denaro.
  4. Sovraccarico cognitivo: la mole di informazioni reperibili sul web riduce il rendimento lavorativo e crea difficoltà nelle relazioni quotidiane.
  5. Dipendenza da videogiochi: non riguarda solo il tempo passato a giocare, quanto alla dissociazione della propria identità per identificarsi in un avatar (alter ego). I soggetti dipendenti dai videogiochi manifestano sintomi quali irritabilità e irrequietezza quando non sono connessi.

I rischi della Rete

Dai risultati della ricerca “EU Kids online” condotta dall’OssCom della Cattolica, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e l’Ats Parole Ostili, emerge che:

  • il 31% dei ragazzi nella fascia d’età 11-17 anni ha letto sul web messaggi d’odio legati al colore della pelle, alla nazionalità o alla religione.
  • il 13% (il doppio rispetto al 2001) dei ragazzi ha dichiarato di essere stato turbato da esperienze di navigazione sul web provando
    • tristezza (52% dei casi),
    • disprezzo (36%),
    • rabbia (35%)
    • vergogna (20%)
  • il 58% del campione, nonostante i sentimenti provati, ha affermato di non aver preso provvedimenti
  • il 42%, invece, ha cercato di aiutare la vittima

E ancora:

  • il 6% dei ragazzi di età 9-17 anni sono stati vittime di cyberbullismo
  • il 19% quelli che vi hanno solo assistito

L’uso delle nuove tecnologie, in generale di internet, offre una grande opportunità ma dall’altro lato contiene in sé anche un grande rischio. Per questo è determinate saper riconoscere i rischi della rete.

“La rete sta cambiando gli stili educativi mostrando una serie di rischi per i più giovani: pornografia, cyberbullismo, utilizzo dei dati forniti per fini commerciali, adescamento online” -Ernesto Caffo, fondatore e Presidente di SOS Il Telefono Azzurro Onlus. 

Master in Diritto della Rete

In linea con la tematica attuale, la Unicusano ha creato il Master in Diritto della Rete. L’obiettivo cardine del master è quello di formare professionisti esperti nell’analisi e nella gestione delle problematiche giuridiche legate al web e alle nuove tecnologie. Gli argomenti affrontati sono molteplici: da privacy e sicurezza alla disciplina Antitrust; dal diritto d’autore alla moneta elettronica, dalla comunicazione al diritto comunitario e internazionale.

Per maggiori info sullo svolgimento del Master in Diritto della Rete, clicca qui.